Tassi mutui ancora più bassi: ecco l’effetto del coronavirus

Tassi mutui ancora più bassi: ecco l'effetto del coronavirus
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 13/05/2020

Negli ultimi tempi i tassi di interesse sui mutui sono stati piuttosto competitivi per tutte le famiglie che hanno avuto l’intenzione di indebitarsi per poter acquistare la propria prima o seconda casa. Tuttavia, l’emergenza Coronavirus sembra aver reso ancora più bassi i livelli medi dei tassi applicati ai finanziamenti immobiliari, facendo scendere ulteriormente i parametri di riferimento per i tassi fissi (Eurirs) e variabili (Euribor).

Insomma, indebitarsi per comprare casa potrebbe non esser mai stato così conveniente. E considerato che i prezzi delle case sono ancora su livelli storicamente molto appetibili, forse è proprio questo il momento giusto per un po’ di shopping sul mattone.
 

Calano ancora Eurirs e Euribor

Stando a quanto ricordano i dati legati all’Osservatorio di Segugio.it, uno dei comparatori più noti sul mercato creditizio italiano, sia l’Eurirs che l’Euribor sono oramai in fase discendente per ciascuna delle principali scadenze.

Per quanto attiene l’Eurirs, per esempio, abbiamo un tasso a 10 anni a -0,04%, un tasso a 15 anni a 0,12%, un tasso a 20 anni a 0,17%, un tasso a 25 anni a 0,15% e un tasso a 30 anni a 0,09%. Per l’Euribor, i tassi sono integralmente negativi, con Euribor 1 mese a -0,438%, a 3 mesi a -0,341%, a 6 mesi a -0,277% e a 1 anno a -0,149%.

Naturalmente, non è questo il tasso che viene applicato al capitale oggetto di mutuo. Se così fosse, infatti, il  mutuatario si troverebbe a dover restituire un capitale inferiore o uguale a quello preso in prestito. Al parametro di riferimento occorre dunque aggiungere lo spread, ovvero la remunerazione per la banca, dipendente da diversi fattori e rimessa alla libera negoziazione delle parti.
 

Mutui a tasso fisso: difficile dire di no

In questo scenario, si noti come – intuibilmente e con buona ragionevolezza – siano sempre di più gli italiani che si stanno orientando verso l’indebitamento a tasso fisso. Difficile, d’altronde, rimanere impassibili  a un così basso livello dei tassi di interesse, e ai vantaggi che il mutuo a tasso fisso può fornire in tempi di incertezza: congelare l’importo delle rata per l’intera estensione del piano di ammortamento può evidentemente fornire al mutuatario tutta la serenità di cui ha bisogno.

È anche per questo che la quota di mutui a tasso fisso sul totale è cresciuta al 94,3% nella prima parte del 2020, contro il 92,1% dell’ultima parte del 2019. I mutui a tasso variabile scendono invece dal 7,0% dell’ultimo quarto 2019 al 5,3% del primo trimestre 2020. La quota rimanente è quella dei mutui a tasso misto, comunque molto marginali rispetto al totale.

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